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    • Maurizio Scarpari    Attilio Andreini   

      Grammatica della lingua cinese classica

      Il cinese classico è la lingua, colta e raffinata, con la quale sono state redatte le opere ascritte al periodo compreso tra il VI e il II secolo a.C., testi che hanno fornito le basi identitarie, intellettuali e ideologiche di quelle che poi sarebbero diventate la classicità e la cultura tradizionale.

      Oltre alle opere canonizzate agli albori dell’età imperiale e tramandate nel corso dei secoli, la Grammatica della lingua cinese classica prende in considerazione anche i numerosi manoscritti su bambù, legno e seta rinvenuti di recente nelle tombe di aristocratici e funzionari, databili tra la fine del IV e il I secolo a.C. Si tratta di una scelta innovativa, dettata non solo dal valore intrinseco di ogni singolo testo, per lo più inedito, ma anche dalla possibilità che ci viene offerta di accrescere e perfezionare le nostre conoscenze della lingua, della grammatica, del sistema fonologico, della scrittura, della storia e del pensiero filosofico, religioso e scientifico della Cina antica, e di rileggere e reinterpretare le opere tramandate, consentendone una migliore comprensione e una più precisa datazione. È oggi impossibile studiare la civiltà cinese prescindendo da queste nuove fonti.

      Circa 1200 esempi per complessivi 15.000 caratteri, tratti da un centinaio di opere a stampa e manoscritte, qualificano questo volume come uno strumento essenziale per chiunque intenda studiare le opere fondative della cultura cinese tradizionale.

    • Tiziana Lioi    Andrea De Benedittis   

      Introduzione alla scrittura cinese

      Questo volume introduce allo studio dei radicali della lingua cinese e presenta i primi 349 caratteri di base, corrispondenti ai primi due livelli dell’esame di competenza linguistica HSK. Dopo una sezione introduttiva sulle caratteristiche peculiari della scrittura cinese, il testo si articola in due parti: la prima è dedicata ai radicali, divisi in quattro unità tematiche per favorirne la memorizzazione, mentre la seconda parte presenta i 349 caratteri dei livelli 1 e 2 dell’HSK. Ogni carattere è descritto in una scheda che ne illustra la pronuncia, il significato, la variante non semplificata, il radicale, l’ordine di scrittura e il numero di tratti. A ciascun carattere sono poi associate due parole o sintagmi con la relativa fraseologia che ne esemplifica l’uso. Corredano il testo note a margine sull’origine dei caratteri, sulle regole che ne guidano la scrittura, sull’uso nella lingua cinese moderna e su eventuali curiosità o particolarità. I caratteri sono raggruppati all’interno di dieci unità didattiche divise in base al numero dei tratti che li compongono, corredate di esercizi per la memorizzazione e il ripasso. Il volume si rivolge a chiunque intraprenda lo studio del cinese e voglia imparare in modo sistematico i caratteri e il funzionamento dei radicali al loro interno, ma anche a coloro che sono interessati ad avvicinarsi alla lingua e alla cultura cinese attraverso l’apprendimento delle regole di scrittura dei caratteri.

    • Chiara Romagnoli   

      Grammatica cinese

      Le parole vuote del cinese moderno

      Questo volume presenta un’accurata descrizione dei principali avverbi, congiunzioni, particelle e preposizioni del cinese moderno.

      Il testo include parole corrispondenti ai diversi livelli (1-6) della certificazione cinese Hanyu shuiping kaoshi e può essere consultato sin dalla fase iniziale dell’apprendimento della lingua, ma è in particolare rivolto a studenti di livello intermedio e avanzato, già in possesso dei rudimenti della scrittura e delle strutture sintattiche di base.

      Il volume è diviso in quattro capitoli, ciascuno dedicato a una classe lessicale. Ogni capitolo si apre con una breve introduzione che ha lo scopo di illustrare l’origine, la funzione, la posizione e la classificazione delle parole prese in esame. All’introduzione seguono le schede dedicate ai lemmi, nelle quali ogni spiegazione è arricchita da esempi tratti da grammatiche cinesi, testi di letteratura contemporanea e articoli di stampa.

      Apposite tabelle e spiegazioni finali con frequenti rimandi interni evidenziano in modo contrastivo l’uso di parole dal significato simile o che possono creare problemi d’uso per l’apprendente italiano.