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    • Scott Galloway   

      L’algebra della felicità

      Appunti sulla ricerca del successo, dell'amore e del senso della vita

      Idee su come posizionare il profilo in un mercato del lavoro sempre più affollato, suggerimenti su come scoprire quali siano le decisioni più importanti della vita o come spiegare che l’unica cosa che conta, in fondo, sono i nostri rapporti con gli altri: Galloway intrattiene, ispira e provoca il lettore su questi e molti altri temi, attraverso un’iconica rappresentazione dei sentimenti.

      Sfrontato, godibile e sorprendentemente toccante, L’algebra della felicità offre una prospettiva inusuale su ciò di cui tutti hanno bisogno per raggiungere il successo professionale e l’appagamento personale.

      Il libro ideale per chiunque, in qualsiasi momento della propria vita, stia attraversando un periodo di smarrimento e incertezza.

    • Noel Malcolm   

      Utili nemici

      Islam e Impero ottomano nel pensiero politico occidentale 1450-1750

      È innegabile che dalla caduta di Costantinopoli nel 1453 fino al XVIII secolo, l’Impero ottomano divenne per molti intellettuali occidentali un’autentica ossessione. Per lo più, la reazione era di paura e diffidenza, sentimenti che scaturivano dalla profonda ostilità che il mondo cristiano aveva verso l’Islam. Ma incuriosiva il sistema sociale e politico su cui si basava il potere dei sultani.

      Con perizia e notevole conoscenza delle fonti, Noel Malcolm ci riporta ai vivaci dibattiti che nell’Europa moderna animarono la discussione sui rapporti tra Occidente e Oriente, a partire da una serie di pregiudizi per cui gli orientali erano nemici.

      Attraverso una lucida analisi delle opere di filosofi e teorici politici (tra cui Machiavelli, Bodin e Montesquieu), Utili nemici getta una luce del tutto nuova sul modo in cui gli occidentali interpretarono l’Impero ottomano e l’Islam e su come le loro idee si intrecciarono con i dibattiti in corso sul potere, sulla religione, sulla società e sulla guerra, fino a dare un significativo contributo allo sviluppo dello stesso pensiero politico occidentale.

    • Clare Carlisle   

      Kierkegaard

      L'inquieto filosofo del cuore

      Innovativa e commovente, questa biografia presenta l’inquieta vita di Kierkegaard, «Socrate della Cristianità» che, come diceva lui stesso, viveva la vita in avanti, ma la capiva soltanto a ritroso.

      Søren Kierkegaard, uno dei filosofi moderni più appassionanti e impegnativi, considerato oggi il padre dell’esistenzialismo, per i suoi contemporanei era soprattutto un «filosofo del cuore». Per oltre un decennio, a cavallo tra gli anni ’40 e ’50 dell’Ottocento, dalla sua penna scaturiscono scritti che analizzano amore e sofferenza, coraggio e inquietudine, anelito religioso e sfida alla religione, originando un nuovo stile filosofico radicato nel dramma interiore dell’essere «umani».

      Mentre il Cristianesimo sembra attraversare come un sonnambulo un mondo in trasformazione, a sorpresa Kierkegaard rivela la sua forza spirituale mettendo a nudo la povertà della religione ufficiale. La sua creatività irrequieta viene continuamente rinfocolata dai fallimenti personali, a cominciare dal ricordo della relazione con la giovane Regine Olsen, prima promessa sposa e poi abbandonata per dedicarsi interamente alla scrittura. Benché afflitto dalla pressione della fama, sceglie deliberatamente di vivere nell’affollata Copenaghen dove tutti lo conoscono, ma dove ha l’impressione che nessuno lo capisca.

      E quando, a 42 anni, crolla esausto sta ancora approfondendo la questione dell’esistenza: come essere «umani» in questo mondo.

    • Robert Zaretsky   

      Caterina e Diderot

      L'imperatrice, il filosofo e il destino dell'Illuminismo

      Nell’ottobre del 1773, dopo un viaggio estenuante da Parigi, un Denis Diderot molto provato scese barcollando da una carrozza nell’inverno di San Pietroburgo. Il filosofo più sovversivo dell’Illuminismo arrivò come ospite della sovrana più ambiziosa e ammirata, l’imperatrice Caterina di Russia. Accadde qualcosa che non aveva precedenti: nell’arco di quattro mesi, ben oltre quaranta incontri privati fra queste due figure straordinarie. Diderot era venuto da Parigi per guidare – o almeno così credeva – la donna che rappresentava l’ultima grande speranza del continente di vedere un sovrano illuminato. Ma fu subito chiaro che Caterina aveva una concezione del tutto diversa, sia del proprio ruolo sia di quello dell’ospite. I filosofi, sosteneva, avevano il privilegio di scrivere su carta inanimata, mentre i sovrani dovevano farlo sulla pelle umana, sensibile al minimo tocco.

      Gli incontri di Caterina e Diderot, tenuti nelle stanze private dell’imperatrice all’Hermitage, catturarono la fantasia dei contemporanei. I capi di Stato come Federico di Prussia temevano le conseguenze di quelle conversazioni, gli intellettuali come Voltaire speravano che avrebbero giovato agli scopi dell’Illuminismo.

      In Caterina e Diderot Robert Zaretsky delinea le vite di questi due considerevoli personaggi e ci invita a riflettere sull’insidiosa relazione fra politica e filosofia, e fra un uomo di pensiero e una donna d’azione.

    • Gianpaolo Bellini    Evandro Agazzi   

      L’uomo nell’era della tecnoscienza

      Dialogo tra un fisico e un filosofo

      Il dialogo prende le mosse dagli atteggiamenti contraddittori di fronte a scienza e tecnica.

      Da un lato, la scienza permette di spiegare la materia e l’Universo, con leggi fisiche che incantano per la loro perfezione, e studia la genetica e il funzionamento del cervello dell’uomo. Eppure, non mancano atteggiamenti diffidenti o scettici proprio nei confronti delle conoscenze che forniscono le chiavi per interpretare la realtà.

      Dall’altro, la tecnica investe in forme sempre più importanti la vita quotidiana, con gli estremi di chi non sa farne a meno e di chi oppone un totale rifiuto.

      Indagando queste discrasie, il pensiero scientifico si concilia con filosofia, poesia e arte, con spunti di riflessione complementari che spingono ad appianare antiche dispute tra scienza e filosofia o tra scienza e religione.

      Con prefazione di Armando Massarenti.

    • Ermanno Bencivenga   

      Nel nome del padre e del figlio

      Qual è il rapporto fra padre e figlio? Come si costituisce? Quale ne è la sostanza? Ermanno Bencivenga affronta il tema di questa particolarissima relazione attraverso due esempi icastici, che pongono al centro dell’attenzione due testi fondazionali della nostra cultura e ne danno un’interpretazione assolutamente originale.

      Si parte dall’Odissea, che in questa lettura diventa la storia non di Odisseo ma di Telemaco. È Telemaco che sceglie, fra i tanti naufraghi e viandanti che si presentano a Itaca nel corso degli anni dicendo di essere Odisseo, chi sia suo padre. Con un lavoro da detective, esaminando il peso delle varie parti dell’opera e i suggerimenti occasionali di Omero, viene ricostruita la natura arbitraria di questa scelta: che il naufrago in questione sia davvero Odisseo, ci dimostra Bencivenga, in fondo noi non lo sappiamo, e soprattutto non lo sa Telemaco; è lui a deciderlo, è il figlio a stabilire chi sia suo padre.

      Il secondo esempio è Pinocchio, solitamente interpretato in modo edificante come la crescita di un bambino da uno stato meccanico e disarticolato, mediante l’assunzione di responsabilità sociali, a uno stato finalmente umano. Viceversa, questo è il libro di Geppetto, che arriva a scegliere suo figlio e a scegliere di essere padre. Un bellissimo testo di David Foster Wallace, tratto da Brevi interviste con uomini schifosi, viene qui usato come contraltare: è Geppetto – a differenza del padre del racconto di Wallace, che muore senza cambiare atteggiamento – a umanizzare progressivamente il figlio e a riconoscerlo come tale.

    • Pascal Combemale   

      Karl Marx

      La questione del “ritorno a Marx” si pone ciclicamente in occasione di situazioni sociali, politiche ed economiche di crisi: aveva ragione a profetizzare la morte ineluttabile del capitalismo?
      Questa introduzione prende come filo conduttore la vita di Marx, il suo percorso insieme politico e intellettuale, mettendo in rilievo un senso critico stravolgente, un pensiero aperto, animato dalla speranza di un’emancipazione radicale.
      La sua opera non è un prodotto compiuto, rifinito nei minimi dettagli. Al contrario, è un’acquisizione incessante di conoscenze enciclopediche, di critiche a queste conoscenze, di avanzamenti teorici e di messe in dubbio, in un turbinio di idee sempre stimolato dal confronto con la realtà storica e dall’esperienza di lunghi periodi di azione politica.
      Un pensiero che si dispiega in numerosi campi disciplinari, che vanno dalla filosofia alla storia, dalla sociologia all’economia, sollecitando sempre ad affrancarsi dagli abituali quadri concettuali.

    • Rob Iliffe   

      Newton

      Il sacerdote della natura

      Isaac Newton si staglia come una figura di assoluto primo piano sulla scena della sua epoca. La pubblicazione dei Philosophiae naturalis principia mathematica (1687) e dell’Opticks (1704), due capolavori destinati a cambiare per sempre la storia della scienza, rivelò ai contemporanei un genio eclettico e versatile, che aveva scoperto le leggi dell’universo e la natura composita della luce solare.

      La fama che Newton si era conquistato con i risultati delle sue ricerche fu così pervasiva da sconfinare ben oltre le sue competenze scientifiche, tanto che nel corso della sua lunga carriera ricoprì cariche prestigiose e di potere: consigliere di fiducia del governo, direttore della Zecca, presidente della Royal Society. Eppure, questa immagine pubblica faceva da schermo a un altro Newton, che nascondeva in privato delle convinzioni religiose in contrasto con la legge e la dottrina anglicana tali che, se fossero state rese note, avrebbero messo in pericolo non solo il suo lavoro, ma perfino la sua vita.

      Religione e fede dominarono il pensiero di Newton. E le migliaia di pagine manoscritte dedicate all’esegesi biblica e all’interpretazione delle profezie testimoniano appunto che le sue posizioni teologiche, a partire dalla negazione del concetto centrale di Trinità, erano quelle di un vero e proprio eretico. Non stupisce quindi che lui stesso e gli eredi le avessero deliberatamente occultate, rimanendo per secoli pressoché inaccessibili.

      In questa ricerca originale e documentata fin nei minimi dettagli, Rob Iliffe ci introduce al pensiero religioso di Newton, facendoci capire la stretta connessione tra fede e scienza in uno dei momenti cruciali della storia e della cultura moderna. Il risultato è una biografia vibrante e definitiva sulla profonda spiritualità dell’uomo che cambiò, come nessuno aveva mai fatto prima, il modo di guardare l’universo.

    • Fulvio Papi   

      Teorie e ideologie nell’epoca delle grandi trasformazioni

      Questo gioiello della manualistica scolastica, che ha rappresentato una svolta radicale rispetto ai manuali in uso, viene ora riproposto in una nuova veste grafica per un pubblico più generale di lettori. Un libro che esce dalla nozione filosofica - una convenzione astratta - per portare il lettore all’interno di una situazione storica nella quale il lavoro filosofico acquista il valore di un orientamento o di uno scopo del vivere comune. Come scrive lo stesso autore nella Prefazione scritta appositamente per questa edizione, quest’opera «rimane un’occasione positiva di conoscenza anche per un pubblico diverso da quello della originaria destinazione. Specie in un tempo nel quale la filosofia è emigrata nello spettacolo culturale o si è chiusa in uno specialismo difettoso quanto a pensiero o, infine, ha assunto forme di una superficialità un poco sconcertante (con valorose eccezioni, s’intende)».

    • Florence De Lussy   

      Simone Weil

      Rivoluzionaria e mistica a un tempo, Simone Weil in soli 34 anni di vita ha impresso un segno nei campi di storia, filosofia e religione. Anche chi non ha mai letto i suoi libri associa il suo nome alla lotta di classe, al riscatto degli ultimi, alla devozione. L’autrice, che ha curato l’opera omnia di Simone Weil, permette di contestualizzare e capire i punti fondamentali della sua vita e del suo pensiero, tra azione e contemplazione.