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    • Isy Araf    Andrea Pagano   

      La grande storia dei Rolling Stones

      A 60 anni esatti di distanza dal loro primo concerto a Londra nel luglio del 1962, i Rolling Stones sono, oggi più che mai, “la più grande band di rock‘n’roll del mondo”.

      La loro storia è una fantastica saga, una delle più entusiasmanti, controverse e incredibili dell’intera epopea rock.

      Dalle prime esperienze nella scena londinese del rock blues al debutto discografico, dal travolgente successo di Satisfaction al dualismo con i Beatles, dalla tragica morte di Brian Jones alla tragedia di Altamont, dall’esilio dorato sulla Costa Azzurra all’avvento di Ronnie Wood, dalle avventure soliste al “grande circo del rock‘n’roll” portato sui più importanti palchi del pianeta.

      Questo volume racconta 60 anni di storia degli Stones in modo completo e puntuale, con uno stile accattivante e divulgativo, arricchendo il tutto con un grande numero di aneddoti, curiosità e immagini raccolte dai due autori in oltre mezzo secolo di incessante passione. E sottolinea i momenti migliori, sia dal punto di vista discografico che da quello delle performance live, per guidare il lettore attraverso una discografia immensa smontata e rimontata in modo analitico.

      Non solo. Il libro affronta il mito inossidabile dei Rolling Stones nel nuovo Millennio e racconta con dovizia di particolari il rapporto della band con il nostro paese, nonché la storia artistica e personale dei suoi membri, icone uniche e inimitabili del rock.

    • Carmine Aymone    Michelangelo Iossa    Riccardo Russino   

      La grande storia di Paul McCartney

      Pubblicato in occasione dell’ottantesimo compleanno di Paul McCartney, il libro racconta la vita e la carriera del musicista inglese: dagli esordi a Liverpool alla gavetta delle notti di Amburgo, dal successo travolgente dei Beatles allo scioglimento dei Fab Four. Ma anche dalla costituzione dei Wings alla straordinaria affermazione come solista, fino alle grandi sfide creative della sua lunghissima carriera, passando per i dischi di musica classica e la trance music, le mostre di arte figurativa, il cinema di animazione, la scrittura e le colonne sonore per sfilate e videogiochi.

      L’omicidio di John Lennon ha diffuso un luogo comune: “Lennon era il genio dei Beatles, l’unico sperimentatore della band”. A oltre quarant’anni da allora si può affermare che quel “dogma” appare quanto meno riduttivo e, senza nulla togliere alla straordinarietà artistica di John, è arrivato il momento di riconoscere senza alcun dubbio che anche Paul McCartney è un genio.

      L’opera testimonia inoltre le straordinarie avventure live di Sir Paul, dal Live Aid del 1985 alle Olimpiadi del 2012, fino alle grandi collaborazioni con artisti come Stevie Wonder, Michael Jackson, Elvis Costello, Kanye West, Dave Grohl, Jeff Lynne, Tony Bennett, David Gilmour, George Michael e moltissimi altri.

      Paul McCartney è stato un’autentica leggenda vivente del rock e questa è la sua storia.

    • Roberto Caselli   

      Leonard Cohen

      Quasi come un blues

      Un’esistenza spesa a scrivere. Scrivere per capire era l’imperativo categorico di Leonard Cohen: la scrittura come senso della vita, per la quale non ha esitato a sacrificare anche gli amori più intensi e passionali che con il loro intrigo lo conducevano inevitabilmente lontano dalla scrivania. Eppure l’amore l’ha vissuto: nell’età dell’oro a Idra con Marianne e più avanti con Suzanne, la madre dei suoi figli, e poi ancora con Dominique, Rebecca e Anjani, donne bellissime e innamorate che, né con la dolcezza, né con l’astuzia, sono riuscite a trattenerlo.

      La necessità di nuove esperienze amorose è sempre andata di pari passo con il bisogno di indagare la vita attraverso altre direzioni e punti di vista. Di trovare finalmente il bandolo che portasse alla comprensione. Ogni disillusione lo portava a rinforzare la convinzione che il vero amore non fosse terreno, ma l’attrazione della carne lo riportava a Boogie Street, metafora per rappresentare il mondo con tutte le sue tentazioni e frivolezze. Un’altalena che non ha mai smesso di oscillare, neppure in tarda età quando ha continuato a lottare pur di non darsi per vinto.

    • Tyler James   

      La mia Amy

      Amy Winehouse nel ricordo del suo migliore amico

      Solo una persona sa cosa sia realmente accaduto ad Amy Winehouse, oltre alla stessa Amy. È Tyler James, il suo migliore amico fin dall’età di tredici anni. Si sono conosciuti a scuola e da estranei insicuri hanno stabilito un legame immediato, e vissuto insieme dalla tarda adolescenza fino al giorno in cui Amy è morta, all’età di soli ventisette anni.

      Tyler è stato costantemente al suo fianco. Dai primi spensierati anni in tournée insieme, fino alla creazione del pluripremiato album Back To Black, che Amy ha scritto sul pavimento della loro cucina. Dall’instabile matrimonio con Blake Fielder-Civil, attraverso le sue crescenti dipendenze, all’autolesionismo e i disturbi alimentari, e ha visto come la natura tossica della fama abbia distorto la sua realtà.

      Negli ultimi tre anni della vita di Amy, sconfitta la dipendenza dalla droga e vicina a superare anche l’alcolismo, Tyler è stato con lei praticamente ogni giorno. E ha conosciuto, meglio di chiunque altro, la vera Amy Winehouse, quella che il pubblico e i lettori dei tabloid raramente avevano occasione di vedere: una forza della natura, esilarante e intransigente, impegnata a prendersi cura degli altri.

      Scritto con straziante onestà e pubblicato in occasione del decimo anniversario della sua morte, La mia Amy è il ritratto evocativo di un’amicizia indissolubile per la vita e una spietata analisi sulla celebrità, sulla dipendenza e sull’autodistruzione. Tutti pensiamo di sapere cosa sia successo ad Amy Winehouse, ma non è così. La storia definitiva di questo amico intimo ci racconta, finalmente, la verità.

    • Michelangelo Iossa   

      Rino Gaetano

      Sotto un cielo sempre più blu

      Rino Gaetano è un unicum nella storia del cantautorato italiano e nella vita culturale del nostro Paese. In un manipolo di album, di 45 giri, di apparizioni televisive e di interviste ha rivelato tutta la sua forza espressiva, dimostrando di essere un cantautore del futuro. Nella sua produzione si rivela una dimensione di working class hero capace di connettere Jannacci e Beckett, l’emigrazione e il nonsense, Dylan e la Magna Grecia in un personale sentiero, su cui non aveva mai camminato nessuno.

      Rino Gaetano ha illuminato la canzone italiana con brani irregolari e amatissimi, da Ma il cielo è sempre più blu a Nuntereggae più, passando per Mio fratello è figlio unico, Gianna e Berta Filava.

      Il volume, aperto da una testimonianza di Renzo Arbore, è arricchito da un’intervista esclusiva a Sergio Cammariere, cugino dell’artista – che firma anche la prefazione – e da due appendici dedicate agli incontri di Rino con grandi musicisti internazionali e ai luoghi della sua vita.

      Un racconto che parte dall’infanzia vissuta a Crotone agli anni scolastici di Narni, passando per il Folkstudio di Roma e il Festival di Sanremo fino all’incidente mortale di via Nomentana e all’incredibile culto sviluppatosi nei decenni: il 2 giugno 1981 muore Rino Gaetano, ma le sue canzoni viaggiano di bocca in bocca e il cielo di Rino “è sempre più blu”.

    • John Clubbe   

      Un instancabile rivoluzionario

      La vita di Ludwig van Beethoven

      Un’affascinante e inedita esplorazione su come l’Illuminismo, la Rivoluzione francese e l’epoca di Napoleone abbiano formato gli ideali di Beethoven, e su come abbiano ispirato la sua musica.

      Fu a Bonn, sua città natale, che Beethoven conobbe le idee illuministiche e rivoluzionarie di cui si parlava nei caffè e all’università. Trasferitosi a Vienna per studiare con Haydn, si fece un nome come brillante pianista e compositore innovativo. In quella città così conservatrice, capitale dell’impero asburgico, Beethoven seguì appassionatamente la folgorante ascesa di Napoleone.

      E così come Napoleone aveva agito per liberare l’Europa dall’ancien régime, allo stesso modo Beethoven desiderava la liberazione dell’umanità attraverso la musica. Riuscì a superare l’epoca di Haydn e Mozart in composizioni come l’Eroica e nell’opera lirica Fidelio, entrambe ispirate alla Rivoluzione francese e a Napoleone.

      In questo libro intenso e appassionato John Clubbe racconta la fede rivoluzionaria di Beethoven attraverso le sue composizioni e i suoi scritti, accostandolo alle maggiori figure del Romanticismo come Schiller, Goethe, Byron, Chateaubriand e Goya.

    • Nino Gatti    Stefano Girolami   

      David Gilmour & Roger Waters

      Le origini, i Pink Floyd, le carriere soliste

      Il libro è un appassionante viaggio lungo le parabole di due esistenze straordinarie, i cui confini oggi valicano ampiamente la luminosa storia dei Pink Floyd.

      Una cravatta troppo stretta per Roger Waters, la cui carriera da decenni è salpata lungo approdi solitari; ma un abito demodé anche per David Gilmour, il quale nel tempo ha perseguito una personale carriera solista, fra dischi, tournée e infinite collaborazioni.

      Le pagine svelano, con medesima devozione, una doppia biografia, parallela o incrociata a seconda dei diversi momenti: la storia comincia in calzoncini corti, ripercorre le tappe fondamentali dagli esordi ai tempi odierni e affronta tutto il mare magnum di progetti, concerti, cambiamenti epocali e aspirazioni che hanno visto coinvolti, prima come band, poi separati, due dei più importanti interpreti della storia del rock.

    • Loris Cantarelli   

      Bono

      La voce degli U2 tra musica, impegno e spiritualità

      Da oltre 40 anni sulle scene con gli U2, in pochissimo tempo Paul David Hewson, in arte Bono, è divenuto uno dei protagonisti del panorama musicale internazionale, calamitando l’attenzione su di sé al di là della carriera discografica della band di Dublino.

      Voce intrigante e performer di rara efficacia, ha sempre affiancato la propria voracità musicale a una costante ricerca spirituale e a un’attività di sensibilizzazione sociale in prima persona, mantenendo la sfacciataggine da rockstar e non temendo di “mettere la faccia” nelle cause in cui crede.

      Dall’adolescenza inquieta nei “Disordini” irlandesi, fino alla fama mondiale e all’impegno concreto per la lotta alla povertà, all’AIDS e per un’economia più giusta e solidale, il libro segue tutti gli snodi nella vicenda umana e professionale in questi primi 60 anni del musicista, raccontando in particolare le radici familiari e le esperienze di vita e di lavoro che hanno contribuito a creare e consolidare la sua visione del mondo.

      Dalle fatiche degli esordi ai fasti di The Joshua Tree e la reinvenzione con Achtung Baby, fino ai record nei concerti e gli incontri ormai ultraventennali con capi di stato per le campagne in favore dei più poveri, la storia di Bono rivela continui risvolti inediti, oltre a marcare una biografia che non ha uguali nella storia del rock e della cultura contemporanea.

    • Carmine Aymone   

      Yes I Know... Pino Daniele

      Tra pazzia e blues: storia di un Masaniello newpolitano

      La favola musicale di Pino Daniele raccontata attraverso i luoghi che l’hanno visto nascere e crescere, immortalati nelle sue canzoni, le sue parole, gli aneddoti e gli interventi di chi ha condiviso con lui un tragitto della propria vita.

      Pino Daniele è uno dei principali rappresentanti della canzone d’autore italiana, tra i primi ad aprirsi a collaborazioni con artisti internazionali.

      Il libro racconta la storia di un “suonautore”, cresciuto nel cuore del centro storico di una città fatta di sole e mare, di tufo e musica, nata dal canto della sirena Partenope. Un luogo dove una storia millenaria si mescola a miti e leggende, in ultimo proprio alla sua, a quella di un bluesman scugnizzo, di un lazzaro felice che, chitarra in spalla e con un cuore malato, ha saputo conquistare con le sue note forse non IL mondo, ma UN mondo: quello dei suoi tanti fan.

      Autore dell’ultimo grande classico partenopeo Napule è, fin dal 1977 col suo primo album Terra mia, Pino Daniele ha riscritto le coordinate della canzone napoletana e d’autore, immergendola, col suo slang angloamericano-italiano-partenopeo, nei colori della fusion e della world music. Dall’infanzia nei vicoli di Napoli, ai suoi dischi, dalla super band, alle collaborazioni col gotha della musica mondiale, dalla sua amicizia con Massimo Troisi, alle sue chitarre, fino all’ultimo abbraccio della sua città in piazza del Plebiscito, davanti a centocinquantamila neri a metà col viso solcato dalle lacrime... questo è un racconto che si snoda attraverso scritti ad hoc e interviste realizzate dall’autore allo stesso Pino Daniele (dal 1989 al 2014), ai suoi familiari, amici e colleghi (circa 70), fatte in trent’anni di giornalismo, per quotidiani, mensili specializzati in musica e non, tv e radio.

    • Paolo Talanca   

      Fra la Via Emilia e il West

      Francesco Guccini: le radici, i luoghi, la poetica

      Francesco Guccini è uno dei principali rappresentanti della canzone d’autore italiana: ha sempre scritto assecondando la sua necessità creativa più che le esigenze del mercato discografico. Cantautore di culto, è diventato un punto di riferimento della nostra cultura soprattutto per via dell’aderenza totale tra la sua vita, le proprie scelte e le proprie canzoni, tanto che ci sono pochi dubbi, oggi, nell’inserire le sue opere nel novero della letteratura italiana del Novecento.

      Tramite il percorso Pàvana-Modena-Bologna-Pàvana, il libro rintraccia i luoghi fondamentali della sua vita, i ricordi, gli aneddoti e le letture amate che costituiscono riferimenti essenziali della sua poetica.

      Dagli esordi del beat, con brani simbolo per un’intera generazione come Dio è morto o Auschwitz, passando per la stagione d’oro dei cantautori, quegli anni Settanta in cui è stato un riferimento cruciale grazie a canzoni come La locomotiva o Eskimo, o pezzi più intimi come Incontro o Amerigo. E poi il modo in cui ha cantato gli anni Ottanta, con un rinnovamento musicale che ha saputo strutturare maggiormente il proprio stile, in un decennio segnato dal maestoso concerto del 1984 in Piazza Maggiore a Bologna, da cui questo libro ha preso in prestito il nome. Fino agli anni Novanta, di rabbia e d’amore, che attraverso il brano Addio prefigurano la scia che porta a L’Ultima Thule e ai giorni nostri.