Soggetto: lingue-e-letterature-antiche

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    • Maria Giulia Amadasi Guzzo    Rossana De Simone   

      La lingua dei Fenici

      La lingua fenicia è testimoniata da un cospicuo gruppo di iscrizioni (circa 10.000) rinvenute in Oriente e nelle diverse regioni interessate dalla fondazione di centri urbani nell’Occidente mediterraneo, in particolare Cartagine, appartenenti a un ampio arco cronologico che va dagli inizi del I millennio a.C. fino al III secolo d.C.

      Prima grammatica in lingua italiana dedicata al fenicio, il manuale si apre con una breve storia degli studi. Alla parte grammaticale, che comprende fonologia, morfologia e sintassi, seguono cenni sulla paleografia cui si aggiungono esercizi guidati volti alla trascrizione di epigrafi tramite l’ausilio di riproduzioni grafiche e di tavole di segni. L’ultima parte comprende una crestomazia di testi commentati e un glossario fenicio-italiano.

    • Maria Giulia Amadasi Guzzo    Rossana De Simone   

      La lingua dei Fenici

      La lingua fenicia è testimoniata da un cospicuo gruppo di iscrizioni (circa 10.000) rinvenute in Oriente e nelle diverse regioni interessate dalla fondazione di centri urbani nell’Occidente mediterraneo, in particolare Cartagine, appartenenti a un ampio arco cronologico che va dagli inizi del I millennio a.C. fino al III secolo d.C.

      Prima grammatica in lingua italiana dedicata al fenicio, il manuale si apre con una breve storia degli studi. Alla parte grammaticale, che comprende fonologia, morfologia e sintassi, seguono cenni sulla paleografia cui si aggiungono esercizi guidati volti alla trascrizione di epigrafi tramite l’ausilio di riproduzioni grafiche e di tavole di segni. L’ultima parte comprende una crestomazia di testi commentati e un glossario fenicio-italiano.

    • Maria Giulia Amadasi Guzzo    Rossana De Simone   

      La lingua dei Fenici

      La lingua fenicia è testimoniata da un cospicuo gruppo di iscrizioni (circa 10.000) rinvenute in Oriente e nelle diverse regioni interessate dalla fondazione di centri urbani nell’Occidente mediterraneo, in particolare Cartagine, appartenenti a un ampio arco cronologico che va dagli inizi del I millennio a.C. fino al III secolo d.C.

      Prima grammatica in lingua italiana dedicata al fenicio, il manuale si apre con una breve storia degli studi. Alla parte grammaticale, che comprende fonologia, morfologia e sintassi, seguono cenni sulla paleografia cui si aggiungono esercizi guidati volti alla trascrizione di epigrafi tramite l’ausilio di riproduzioni grafiche e di tavole di segni. L’ultima parte comprende una crestomazia di testi commentati e un glossario fenicio-italiano.

    • Maria Carmela Benvenuto    Flavia Pompeo   

      La lingua degli antichi Persiani

      Appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee, il persiano antico, la lingua iranica di più antica attestazione diretta, ha ricoperto un ruolo chiave nella decifrazione del cuneiforme. Dal VI al IV secolo a.C., durante l’epoca della dinastia achemenide ha conosciuto un’ampia diffusione nel multilingue e multietnico impero persiano. Non a caso, la maggior parte dei testi in persiano antico è costituita dalle iscrizioni monumentali, spesso plurilingui, redatte per volontà dei sovrani.

      Dopo una breve introduzione dedicata alla storia dell’impero achemenide e alla scrittura cuneiforme, il volume presenta la lingua persiana antica seguendo un modello di descrizione grammaticale sincronica ma non priva di riferimenti diacronici alla comparazione indoeuropea e interlinguistica, indispensabili alla comprensione di alcuni fenomeni. La grammatica si articola in capitoli dedicati all’analisi dei differenti livelli linguistici ed è arricchita da un vasto repertorio di esempi.

      Segue la crestomazia che, pur nella relativa scarsità documentaria del persiano antico, intende fornire un’antologia rappresentativa dei testi achemenidi in traduzione italiana, offrendo ai lettori non solo un saggio della lingua, ma anche uno spaccato della cultura e della storia di una grande dinastia dell’antichità. Completano il volume la bibliografia ragionata e il glossario dedicato alle parole contenute nei testi della Crestomazia.

    • Maria Carmela Benvenuto    Flavia Pompeo   

      La lingua degli antichi Persiani

      Appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee, il persiano antico, la lingua iranica di più antica attestazione diretta, ha ricoperto un ruolo chiave nella decifrazione del cuneiforme. Dal VI al IV secolo a.C., durante l’epoca della dinastia achemenide ha conosciuto un’ampia diffusione nel multilingue e multietnico impero persiano. Non a caso, la maggior parte dei testi in persiano antico è costituita dalle iscrizioni monumentali, spesso plurilingui, redatte per volontà dei sovrani.

      Dopo una breve introduzione dedicata alla storia dell’impero achemenide e alla scrittura cuneiforme, il volume presenta la lingua persiana antica seguendo un modello di descrizione grammaticale sincronica ma non priva di riferimenti diacronici alla comparazione indoeuropea e interlinguistica, indispensabili alla comprensione di alcuni fenomeni. La grammatica si articola in capitoli dedicati all’analisi dei differenti livelli linguistici ed è arricchita da un vasto repertorio di esempi.

      Segue la crestomazia che, pur nella relativa scarsità documentaria del persiano antico, intende fornire un’antologia rappresentativa dei testi achemenidi in traduzione italiana, offrendo ai lettori non solo un saggio della lingua, ma anche uno spaccato della cultura e della storia di una grande dinastia dell’antichità. Completano il volume la bibliografia ragionata e il glossario dedicato alle parole contenute nei testi della Crestomazia.

    • Maria Carmela Benvenuto    Flavia Pompeo   

      La lingua degli antichi Persiani

      Appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee, il persiano antico, la lingua iranica di più antica attestazione diretta, ha ricoperto un ruolo chiave nella decifrazione del cuneiforme. Dal VI al IV secolo a.C., durante l’epoca della dinastia achemenide ha conosciuto un’ampia diffusione nel multilingue e multietnico impero persiano. Non a caso, la maggior parte dei testi in persiano antico è costituita dalle iscrizioni monumentali, spesso plurilingui, redatte per volontà dei sovrani.

      Dopo una breve introduzione dedicata alla storia dell’impero achemenide e alla scrittura cuneiforme, il volume presenta la lingua persiana antica seguendo un modello di descrizione grammaticale sincronica ma non priva di riferimenti diacronici alla comparazione indoeuropea e interlinguistica, indispensabili alla comprensione di alcuni fenomeni. La grammatica si articola in capitoli dedicati all’analisi dei differenti livelli linguistici ed è arricchita da un vasto repertorio di esempi.

      Segue la crestomazia che, pur nella relativa scarsità documentaria del persiano antico, intende fornire un’antologia rappresentativa dei testi achemenidi in traduzione italiana, offrendo ai lettori non solo un saggio della lingua, ma anche uno spaccato della cultura e della storia di una grande dinastia dell’antichità. Completano il volume la bibliografia ragionata e il glossario dedicato alle parole contenute nei testi della Crestomazia.

    • Paola Buzi    Agostino Soldati   

      La lingua copta

      Lingua di cultura e d’uso attestata nel millennio che va dal sec. III al sec. XII d.C., il copto fu idioma dell’elemento autoctono di fede cristiana dell’Egitto accanto al greco e, a partire dal sec. VII, all’arabo. Ultima fase della lingua egiziana, il copto era scritto tramite l’alfabeto greco arricchito di alcuni segni supplementari derivati dalla scrittura demotica.

      La prima parte di questo volume – esaustiva introduzione allo studio della lingua copta, illustrata nelle sue principali varianti dialettali – affronta il contesto storico, sociale e culturale in cui il copto fiorì e assurse a medium di una civiltà scrittoria cui dobbiamo, tra l’altro, la conservazione di opere letterarie greche, altrimenti perdute, e testi documentarî essenziali per lo studio dell’economia, del diritto e della storia sociale dell’Egitto tardoantico e medievale.

      La seconda parte descrive in dettaglio l’alfabeto, la fonologia, la morfologia con lineamenti di sintassi delle principali varietà dialettali della lingua. Chiude l’opera una crestomazia di testi, letterarî e documentarî (epigrafici e papirologici), attinti a tutti gli àmbiti dialettali e risalenti a varia epoca, accompagnati da un commentario grammaticale e dalla traduzione in italiano.

      Il volume è completato da con un glossario di voci copte, greche, onomastici e i toponimi occorrenti nei testi della crestomazia e da una bibliografia di riferimento.

    • Paola Buzi    Agostino Soldati   

      La lingua copta

      Lingua di cultura e d’uso attestata nel millennio che va dal sec. III al sec. XII d.C., il copto fu idioma dell’elemento autoctono di fede cristiana dell’Egitto accanto al greco e, a partire dal sec. VII, all’arabo. Ultima fase della lingua egiziana, il copto era scritto tramite l’alfabeto greco arricchito di alcuni segni supplementari derivati dalla scrittura demotica.

      La prima parte di questo volume – esaustiva introduzione allo studio della lingua copta, illustrata nelle sue principali varianti dialettali – affronta il contesto storico, sociale e culturale in cui il copto fiorì e assurse a medium di una civiltà scrittoria cui dobbiamo, tra l’altro, la conservazione di opere letterarie greche, altrimenti perdute, e testi documentarî essenziali per lo studio dell’economia, del diritto e della storia sociale dell’Egitto tardoantico e medievale.

      La seconda parte descrive in dettaglio l’alfabeto, la fonologia, la morfologia con lineamenti di sintassi delle principali varietà dialettali della lingua. Chiude l’opera una crestomazia di testi, letterarî e documentarî (epigrafici e papirologici), attinti a tutti gli àmbiti dialettali e risalenti a varia epoca, accompagnati da un commentario grammaticale e dalla traduzione in italiano.

      Il volume è completato da con un glossario di voci copte, greche, onomastici e i toponimi occorrenti nei testi della crestomazia e da una bibliografia di riferimento.

    • Paola Buzi    Agostino Soldati   

      La lingua copta

      Lingua di cultura e d’uso attestata nel millennio che va dal sec. III al sec. XII d.C., il copto fu idioma dell’elemento autoctono di fede cristiana dell’Egitto accanto al greco e, a partire dal sec. VII, all’arabo. Ultima fase della lingua egiziana, il copto era scritto tramite l’alfabeto greco arricchito di alcuni segni supplementari derivati dalla scrittura demotica.

      La prima parte di questo volume – esaustiva introduzione allo studio della lingua copta, illustrata nelle sue principali varianti dialettali – affronta il contesto storico, sociale e culturale in cui il copto fiorì e assurse a medium di una civiltà scrittoria cui dobbiamo, tra l’altro, la conservazione di opere letterarie greche, altrimenti perdute, e testi documentarî essenziali per lo studio dell’economia, del diritto e della storia sociale dell’Egitto tardoantico e medievale.

      La seconda parte descrive in dettaglio l’alfabeto, la fonologia, la morfologia con lineamenti di sintassi delle principali varietà dialettali della lingua. Chiude l’opera una crestomazia di testi, letterarî e documentarî (epigrafici e papirologici), attinti a tutti gli àmbiti dialettali e risalenti a varia epoca, accompagnati da un commentario grammaticale e dalla traduzione in italiano.

      Il volume è completato da con un glossario di voci copte, greche, onomastici e i toponimi occorrenti nei testi della crestomazia e da una bibliografia di riferimento.

    • Francesco Piazzi   

      Le parole del greco

      Lessico essenziale di greco antico con 100 schede sul greco nell’italiano di oggi

      Questo lessico essenziale del Greco antico contiene oltre 7000 lemmi scelti in base alla loro frequenza nel corpus degli autori greci tradizionalmente più studiati e letti.

      Corredano ciascun lemma:

      • le informazioni morfologiche essenziali;

      • una sezione di sinonimi per definire il significato del lemma attraverso il confronto con altre parole di signifi cato affine e per favorire, soprattutto nello studente di liceo o di una facoltà umanistica, l’incremento del bagaglio lessicale;

      • un elenco di derivati italiani presenti nei lessici settoriali moderni delle scienze, della filosofia, delle arti.

      Per una migliore comprensione dei significati particolarmente complessi, il lemma è contestualizzato in una breve frase d’autore.

      Una specifica scheda linguistica è dedicata a parole-chiave della cultura greca entrate, spesso in forma immutata, nel lessico colto e/o specialistico della cultura moderna.